mercoledì 10 giugno 2009

La Palla, il Calcio e gli Otto.

Siamo a Giugno e a Firenze è il mese di San Giovanni Battista, patrono della città ed è anche il mese del Calcio Storico Fiorentino la cui partita principale, la finale, si gioca proprio il 24 giugno.
Non tutti sanno però che il “giuoco della palla” a Firenze è da sempre il gioco principale per il divertimento di adulti e piccini.
Fin dai primi anni delle lotte Guelfe e Ghibelline, le strade, i borghi e le facciate dei palazzi storici fiorentini erano teatro di numerose attività ricreative. In particolare il “giuoco della palla” era da sempre quello preferito.
I rumori e le grida che si sollevavano per la gioia stessa del divertimento, portò ben presto a colpevolizzare i ragazzi che giocavano in strada di molestie e la Signoria fiorentina venne sollecitata a porre rimedio agli schiamazzi. Fu allora affidata la risoluzione al Magistrato degli Otto di Guardia e Balìa.
Il Magistrato degli Otto di Guardia e Balìa venne istituito nel 1375, allo scopo di vigilare sulla tranquillità e la sicurezza degli abitanti della città e del contado, per questo gli furono affidate funzioni di polizia.
"Otto" perché era composto dallo stesso numero di Ufficiali, che venivano nominati due per quartiere; "Guardia" proprio per la funzione alla quale erano chiamati; dovevano vigilare sull’ordine, la decenza ed il quieto vivere in tutto il territorio cittadino e del dominio fiorentino; "Balìa" dall’autorità di ricercare e catturare i violatori della legge, i ribelli, i delinquenti comuni e di sottoporli alle torture e di condannarli a qualunque pena con processi dallo stesso tribunale degli Otto, le cui sentenze erano inappellabili.
Il Magistrato vietò quindi il gioco della palla; emise numerosi bandi, applicando sui muri dei luoghi individuati ed in bella vista, dei "manifesti", in questo caso di pietra, che ordinavano il divieto di giocare a palla in quei luoghi, la vigilanza era inoltre affidata ai sergenti degli Otto di Guardia e Balia, gli attuali nostri poliziotti di quartiere o vigili urbani.
Testualmente: “non giuocare a palla sotto pene rigorose riservate ai contravventori” ciò che era scolpito nei bandi appesi ai palazzi.

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