Il Calcio fiorentino a Roma, città eterna

Cortile del Quirinale nel 1690
Ci sono momenti della vita che suscitano grande interesse per i dettagli. Se si è interessati ad un preciso argomento, si ricerca in ogni dove la verità su situazioni già esistenti per poi potrle riportare ai posteri con la maggiore credibilità possibile.
Il Gioco del Calcio fiorentino non ha avuto solo a Firenze le proprie arene. Molte altre città, anche all'estero, hanno avuto il privilegio ed anche il piacere di poter assistere ad alcune partite di Calcio fiorentino.
Alcune delle città più importanti sono Praga nel 1947, Torino nel 1948 e 1959, Genova nel 1954 e 2003, a New York nel 1976, Barcellona nel 1982, Lione nel 1998.
Ma la nostra attuale capitale? La città denominata "Eterna" ha avuto questo privilegio?
Recentemente a Roma è stata giocata una partita di Calcio fiorentino in occasione delle Olimpiadi il 28 Agosto del 1960 in Piazza di Siena tra Bianchi e Azzurri finita con il risultato di 6 cacce ad 1 e un'altra partita dimostrativa nel 1980 all'Olimpico. Ma almeno altre due volte il Calcio fiorentino è stato giocato a Roma, in un passato glorioso per entrambe le città.
Cortile Belvedere nel Vaticano, giostra equestre


Le prime notizie di una partita di calcio si trovano nell'anno 1521. Il Calcio fiorentino fu portato a Roma insieme ad altre usanze e costumi fiorentini. Erano il corredo dell'arte rinascimentale che già da tempo aveva Roma come luogo di lavoro per artisti della città del giglio.


Un grande aiuto arrivò dai Papi, quelli Medicei in particolare. Questi personaggi così potenti, avevano già giocato al Calcio a Firenze e per questo "esportarono" il gioco tipicamente fiorentino nella Roma papale.


Una partita fu giocata il 7 gennaio 1521 nel cortile del Belvedere, alla presenza di Papa Leone X che assiste dalla torre del Borgia e l’altra nel 1570, preparata per un'occasione speciale alle Terme di Diocleziano dall’allora cardinale Ferdinando de’ Medici per onorare la nomina a granduca di Toscana di suo fratello Cosimo I. Questa fu una partita talmente pomposa da essere paragonata ad una festa di corte e che Filippo Clementi così descrive: "La Nazione fiorentina accomodava con molta spesa una piazza nelle Terme Diocleziane, dove si radunavano con un concorso grande a giuocare al calcio et il cardinal De Medici donava premi alli vincitori".
Della partita del 1521 ne parla anche Giampaolo Mattei in un articolo dell'Osservatore Romano del 23 agosto 2009 che cita riferendosi al calcio in Vaticano: 
"Della prima partita si sa che venne giocata nel 1521 con le regole del calcio fiorentino. E si sa anche che con le stesse regole nel Settecento si contendevano il primato cittadino - quasi anticipando il derby Roma-Lazio - Belvedere e Rospigliosi (nobile famiglia del tempo). Una giocava nel cortile vaticano, l'altra al Quirinale [...].
(L'Osservatore Romano, Lo scudetto vaticano? Ai Gendarmi, E per gli Svizzeri «zero tituli», 23 agosto 2009, di Giampaolo Mattei)

Il Cortile del Quirinale oggi
Da questo si deduce, seppur non esportato da Firenze e giocato da fiorentini, che la partita del 1521 aveva lasciato un forte segno nella Roma del rinascimento ed in particolare nei regnanti del tempo, i Papi.
Prima e dopo il 1521 anche il cortile del Quirinale, prima citato da Mattei nel suo scritto, era quindi teatro di partite di Calcio fiorentino, probabilmente sede di gioco della parte dei Rospigliosi. Queste partite lui stesso le paragona ad un primitivo derby romano.
E' utile fare a questo proposito una precisazione storica e cioè che fino al 1870, il Palazzo del Quirinale era stato residenza estiva del Papa e quindi proprietà del Vaticano. Poi in seguito agli accordi stipulati tra Stato e Chiesa, insieme a tantissimi altri beni, il Palazzo del Quirinale passò di proprietà allo Stato e divenne residenza reale e poi del Presidente della Repubblica.

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